Tazio Nuvolari è ricordato come uno dei più grandi piloti della storia, capace di vincere gare che sulla carta erano già perse, spesso con mezzi inferiori a quelli degli avversari. Dietro la leggenda, però, c’è anche una storia di posizionamento, prima ancora che di velocità.

Nuvolari non aveva la macchina migliore né le risorse più abbondanti. Era però il pilota di cui si parlava di più, perché la sua identità era inconfondibile, fatta di coraggio ai limiti del temerario, di uno stile riconoscibile e della capacità di trasformare ogni gara in una storia degna di essere raccontata, vinta o persa che fosse.

Per chi fa impresa oggi, e in particolare per le piccole e medie imprese che competono con realtà più grandi e meglio finanziate, la lezione è diretta. A fare la differenza, spesso, è avere un’identità più chiara più che disporre di maggiori risorse. Un’azienda che sa esattamente cosa la rende riconoscibile può misurarsi con realtà molto più grandi su un terreno che quelle realtà non riescono a occupare.

Non a caso è anche il principio da cui nasce il nome Nivolar, raccontato per esteso nella pagina Metodo, in quell’episodio del 1932 in cui il talento di Nuvolari incontrò la capacità di un’isola di raccontarlo a modo suo. Una lezione che, quasi cento anni dopo, riguarda ancora chi ha una storia da raccontare e non sa da dove cominciare.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *