La Sardegna ha una storia motoristica più solida di quanto la sua visibilità nazionale lasci pensare, fatta di rally storici, autodromi e scuole di kartismo che hanno formato piloti arrivati a correre fuori dall’isola. Eppure, per chi quel motorsport lo vive e lo lavora, raccontarlo verso l’esterno, verso sponsor, media e pubblico nazionale, resta spesso un problema aperto.

La distanza geografica gioca la sua parte, ma non è l’ostacolo principale. Il vero limite è che la comunicazione del motorsport sardo, quando c’è, parla quasi sempre a chi è già dentro, ad altri appassionati e addetti ai lavori. Manca il passaggio successivo, quello che porta queste storie davanti a un pubblico che nel motorsport non è ancora entrato ma potrebbe sostenerlo, fatto di aziende del territorio, media generalisti e istituzioni.

Per le aziende sarde qui si apre un’occasione doppia. Sostenere un pilota o un team del territorio significa associarsi a una storia che il pubblico locale riconosce come propria, di solito con un costo più accessibile rispetto a una sponsorizzazione di portata nazionale.

Più che fare il tifo per i locali, qui si tratta di riconoscere che in comunicazione la prossimità è un valore. Una storia che parte da un territorio preciso, raccontata bene, arriva spesso più lontano di una storia generica.

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