Per chi non lo frequenta, un autodromo è il posto dove si fa rumore qualche weekend all’anno. Per chi lo gestisce è quasi sempre una realtà più complessa, un punto di riferimento per scuole di guida, eventi aziendali, turismo motoristico e indotto locale, un valore che raramente arriva fino al territorio in cui l’autodromo si trova.
Questo scollamento ha un costo. Le istituzioni locali, quando non percepiscono il valore di un autodromo, faticano a sostenerlo nelle decisioni che contano, dalla viabilità agli eventi alla promozione turistica. Allo stesso modo le aziende del territorio spesso non lo considerano una possibile vetrina, semplicemente perché non sanno cosa vi accade oltre alle gare.
Raccontare un autodromo come piattaforma, e non solo come pista, significa dare visibilità a tutto ciò che lo attraversa, dagli eventi aziendali che ospita alle scuole che forma fino ai visitatori che porta nel territorio anche fuori stagione. È una narrazione che serve sia a rafforzare il rapporto con le istituzioni, sia ad aprire collaborazioni con aziende che fino a quel momento non avevano motivo di guardare in quella direzione.
Per gli autodromi la sfida, spesso, non è trovare contenuti da raccontare, ma trovare il tempo e le competenze per farlo mentre si gestisce l’attività quotidiana. È uno dei motivi per cui lavoriamo con realtà di questo tipo, dove il compito non è inventare una storia ma portare alla luce quella che già esiste.